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Le notizie su Lazio da tutte le fonti, in tempo reale: le storie del giorno, le partite, la classifica e il calendario, i contenuti ufficiali del club e la sua storia, dai due scudetti del 1974 e 2000 alla Coppa delle Coppe, Supercoppa UEFA e sette Coppe Italia.

S. Lazio.

La sezione calcistica, pur iniziando l'attività a livello ufficioso nel 1901 e affiliandosi all'allora FIF almeno dal 1908, venne istituita ufficialmente nel 1910 all'interno dell'allora Società Podistica Lazio, fondata il 9 gennaio 1900 da un gruppo di atleti guidati da Luigi Bigiarelli. Dopo aver esordito in divisa bianca, talvolta con scritta sociale azzurra sul petto, ai primi del Novecento adottò l'odierna tenuta di gioco biancoceleste, o la sua variante biancazzurra, mutuando i propri colori sociali dalla bandiera della Grecia, patria delle Olimpiadi. La Lazio è presente dal 1998 alla Borsa Italiana nell'indice FTSE Italia Small Cap: è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Ha preso parte a 84 edizioni delle 95 disputate nella Serie A a girone unico, disputando prima dell'avvento dello stesso (1929-30) tre finalissime nazionali. Vanta nel proprio palmarès 2 titoli di campione d'Italia (1974 e 2000), 7 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane e, in ambito internazionale, la Coppa delle Coppe 1998-99 e la Supercoppa UEFA 1999. La Lazio è il quinto club italiano e il ventinovesimo europeo per numero di competizioni UEFA vinte.

La Lazio è anche uno dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha sostituito il soppresso G-14 e rappresenta i club calcistici a livello europeo, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

La Polisportiva S.S. Lazio è con le sue oltre 80 discipline la più grande, nonché la più antica, d'Europa. Alla stessa venne insignita il 2 giugno 1921 la benemerenza di ente morale.

Storia

Silvio Piola, miglior realizzatore nella storia dei massimi campionati italiani.Foto di Sconosciuto Unknown author · Public domain

La Società Podistica Lazio (dal 19 giugno 1926 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata il 9 gennaio 1900 in piazza della Libertà, in quello che si sarebbe poi trasformato nel rione Prati, da un gruppo di giovani atleti, con a capo il giovane sottufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.

La sezione calcistica venne istituita ufficialmente il 3 ottobre 1910, pur se la Polisportiva aveva ufficiosamente avviato l'attività già dal 6 gennaio 1901, affiliandosi alla FIF almeno dal 1908; partecipò ai primi tornei federali dal 1910 (anno in cui si svolsero le prime edizioni laziali della Terza Categoria), e a partire dal 1912 cominciò a disputare la Prima Categoria, ovvero la massima serie nazionale. Il club romano, capitanato dal suo centrattacco Sante Ancherani, visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente due Campionati dell'Italia Meridionale, raggiungendo la finalissima del torneo nazionale in tre occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo rispettivamente contro Pro Vercelli (1913) Casale (1914) e Genoa (1923).

Nel 1927 la Lazio, adducendo ragioni sia economiche sia sportive, fu l'unica società capitolina a non accodarsi alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre cittadine in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'Associazione Sportiva Roma.

I biancocelesti, seguiti tra gli anni venti e trenta dal vicepresidente Giorgio Vaccaro, futuro e plurivittorioso presidente federale, parteciparono nel 1929 al primo campionato di Serie A. Trascinati poi da Silvio Piola, storico centrattacco della nazionale nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, i capilotini chiusero al secondo posto la stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il loro primo Scudetto, e centrando il miglior piazzamento in campionato antecedente alla seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione romana, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, raggiunse la finale della Coppa dell'Europa Centrale in cui venne sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencváros.

Nel 1958 la Lazio, guidata dall'ex calciatore biancoceleste Fulvio Bernardini, vince il suo primo trofeo ufficiale, conquistando la Coppa Italia. Seguono due retrocessioni in Serie B tra gli anni sessanta e gli anni settanta (1961 e 1971), prima del ritorno in massima serie.

La "spina dorsale" di questa squadra, allestita dal presidente italoamericano Umberto Lenzini, era formata dal portiere Felice Pulici, dai difensori Luigi Martini, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli e Giuseppe Wilson, il capitano, dai centrocampisti Mario Frustalupi, Franco Nanni e Luciano Re Cecconi, oltre che da Vincenzo D'Amico, Renzo Garlaschelli e Giorgio Chinaglia, bomber ed emblema di quell'undici guidato dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio, che al suo ritorno in massima serie si ritrova subito in lotta per lo Scudetto, perso solamente all'ultima giornata, conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974.

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria del Tricolore, la Lazio dovette affrontare alcuni drammatici avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: l'omicidio di Re Cecconi, la scomparsa dopo lunga malattia di Maestrelli, oltre all'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. Negli anni ottanta il club capitolino è coinvolto in due scandali per scommesse illecite, noti come Totonero e Totonero-bis. In questo decennio la Lazio retrocede due volte in B (1980 e 1985) e scampa alla retrocessione in C nel 1987, salvandosi solo agli spareggi salvezza.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992, cambia radicalmente la storia del club laziale e lo rilancia in campionato e nelle competizioni europee grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori come Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.

Tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila, sotto la guida dello svedese Sven-Göran Eriksson, il club capitolino conquista due Coppe Italia (1998 e 2000), due Supercoppe italiane (1998 e 2000), la Coppa delle Coppe (ultima edizione) e la Supercoppa UEFA del 1999, oltre allo Scudetto del 2000. La Coppa delle Coppe 1999 è il primo titolo europeo per la Lazio, che nel 1998 aveva perso la finale di Coppa UEFA contro l'Inter.

Nei primi anni duemila, in seguito ad alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, il club rischia la bancarotta. Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquista il club biancoceleste secondo un accordo con i vertici della controllante Capitalia, riuscendo poi nel marzo 2005 a salvare la società dal fallimento grazie a una transazione con l'Agenzia delle entrate per la rateizzazione in ventitré anni dei debiti accumulati con il fisco. Nel 2006 la Lazio è coinvolta nello scandalo Calciopoli, riuscendo comunque a mantenere la categoria.

Sotto la presidenza Lotito, i biancocelesti hanno ottenuto al 2024 tre qualificazioni alla fase a gironi di UEFA Champions League e diverse partecipazioni alla Coppa UEFA/Europa League, oltre alla vittoria di sei trofei. Nel 2009 la Lazio si è aggiudicata, infatti, la Coppa Italia e, qualche mese dopo, la Supercoppa italiana. Nel 2013 fu vinta per la sesta volta la Coppa Italia, dopo il successo per 1-0 nella finale-derby contro la Roma. Nel 2017 la squadra biancoceleste mise in bacheca la Supercoppa italiana, e nel 2019 la settima Coppa Italia e la quinta Supercoppa italiana.

Testo e immagini da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0 · 27/10/2026 · La voce su Wikipedia